Le motivazioni per l’apertura del blog

fotoclasseNon sono una persona che abbia mai amato tenere diari. Infatti mi ricordo il gran frullo verso il 27-28 settembre per “creare” dal nulla il diario dei compiti estivi da consegnare il primo ottobre all’insegnante delle elementari
(signorina Giuseppina Mantelli, scuola elementare Maria Mazzini, Sampiedarena –Genova) e più tardi delle medie (Prof. Carmela Repaci, scuola Media statale Nicola Pizi, Palmi (RC). Adrenalinica invenzione di avvenimenti improbabili con alternanza a raffiche di giornate piatte, prive di stimoli, nella speranza di arrivare a una qualche verisimiglianza con il ritmo della vita reale.

Da allora non sono nemmeno riuscita a tenere il diario di viaggio, piccola concessione che anche chi non ama i diari si sente quasi in dovere di fare, non fidandosi della memoria. Sono passati molti decenni e non ho mai acquisito l’amore per la registrazione di eventi o piattezze della mia intimità e tantomeno il gusto di sciorinarle, non solo a una insegnante, ma a completi estranei ed estranee in Internet, addirittura in due lingue diverse.

Allora, quali gli impulsi che mi spingono ora ad aprire questo blog, cioè web-log, diario in rete? Si può definire veramente un blog, accentuandone l’aspetto cronologico ed intimistico? In realtà gli stimoli principali sono 3:

  • Stiamo assistendo ad un’accelerazione vertiginosa degli eventi mondiali e si fa una gran fatica a tenergli dietro, sia per la scarsa affidabilità dei media, che per la complessità insita negli eventi stessi. Fino adesso ho provato a “seguire la corrente” di questo parossismo/complicazione postando a raffica su Facebook sia nella mia bacheca che in quelle che gestivo. Poiché ho amici e amiche Facebook in molte parti del mondo e appartenenti a sfere completamente disomogenee mi arrivano un sacco di notizie, immagini, analisi e spunti che provo a condividere. Ma proprio questa velocità di arrivo e quantità di materiali hanno come limite che sono difficilmente conciliabili con l’articolazione di una riflessione propria, che chiaramente stenta ad essere contenuta nel breve spazio di commento o nell’intestazione del post. Non avendo poi il dono della sintesi, trovo necessaria una forma di comunicazione che mi permetta di “fermare” un attimo il flusso, dia più respiro, quindi non diario descrittivo di eventi ma spazio di riflessioni.
  • Un mese fa con la morte del mio caro amico Julio Monteiro Martins per me è venuto a mancare oltre a una persona di inestimabile valore umano anche un importante canale online che mi permetteva di pubblicare sia i miei scritti che le traduzioni di scritti di altri che ritenevo particolarmente interessanti. Il blog è quindi anche un tentativo di “pubblicare” nel senso di rendere pubblici i testi che scrivo o traduco ed ospitare testi di amici o amiche o altri che ritengo particolarmente interessanti. Naturalmente non può prendere il posto di quella importante rivista, è molto più limitato come sguardo e contenuti, ma risponde a un mio bisogno personale e spero che nel tempo possa anche diventare un incubatore di idee di altri.
  • Mi ero ripromessa che quest’anno avrei imparato qualcosa di nuovo, che mi sarei avventurata in un’altra forma artistica, avevo iniziato vagamente a pensare a qualcosa di visivo piuttosto che legato alla scrittura, e con la ricerca di foto e immagini da abbinare ai post spero di nutrire queste incursioni in nuove forme d’arte.

Per il momento, questo è un progetto di un anno, vediamo se ce la faccio a sostenerlo, se ne vale la pena, se ci saranno le condizioni oggettive per farlo, si vedrà, chissà…