Damascene Triptych

rose-damasceneresized
I.

The planets blaring symphonically
At the rhythm and rage of crickets
You better listen to the dispatches
As they scour their delicate limbs
In this summer of orbs and fires running wild

In this longest inhabited city in the world

You skulk to avoid the sharpshooter
Embers under your feet
Can’t even slouch towards Bethlehem
Carrying the weight of a crumbling colossus
On your frail shouldersNot all that is solid melts into
That scorching Sahel wind
Some is trapped in translucent phase
And powers the blades
That turn the dream

II.

Scatter around the petals
Of that Damascene rose
Wash the feet of the dreamer
Who threads on the thin
Filaments of dignity

She doesn’t fall from a high horse
Blinded by soul numbing visions
She walks the earth
Scattering about
The petals of deferred dreams

III.

You sit in the eye of the storm
As the shackles of the West
And the cowardice of the East
Tighten around the wrist
Of brown hands picking
The rotten fruit of inequality
To be served on the tables of power

You dance in the eye of the storm
As flares breaking free from the sun
Millions of miles away
Perhaps radiate a soul purifying heat

You are blowing in the eye of the storm
As the species teeters
Between dream and nightmare
Evolution or extinction
With its nail of unmanned flight
And its crown of resilient queen bees

 

July 2012

– Pina Piccolo contributed this poem to PalestineChronicle.com.

 

trittico damasceno

pina piccolo

I.

Squilla la sinfonia dei pianeti
al ritmo e furore dei grilli
Faremmo meglio ad ascoltare i bollettini che ci inviano
Sfregando gli arti delicati
In questa estate di astri e fuochi selvaggi

In questa città la più a lungo abitata al mondo
Furtivo eviti  il cecchino
Le braci sotto i tuoi piedi
Non è possibile trascinarti verso Betlemme
Con  addosso il peso di un colosso

In frantumi sulle tue fragili spalle

Non tutto ciò che è solido si scioglie in
Quel torrido vento dal Sahel
Qualcosa di intrappolato rimane

E nella fase traslucida
Aziona le pale
che fanno girare il sogno

II.

Spargi a piene mani i petali

Di quella rosa di Damasco
Lava i piedi di chi sogna
Percorrendo i sottili
Sentieri della dignità

Non stramazza dall’alto di un cavallo
Folgorata da visioni che offuscano l’anima
Calpesta la terra
Spargendo qua e là
I petali di sogni differiti

III.
Nell’occhio del ciclone te ne stai
Mentre le catene dell’Ovest
E la codardia dell’Est
Si avvolgono al polso
Di mani brune che colgono
Il frutto marcio dell’iniquità
Da servire ai tavoli del potere

Balli nell’occhio del ciclone
mentre le fiamme che si librano dal sole
A milioni di miglia da qui
Forse irradiano un calore purificatore

Soffi  nell’occhio del ciclone
Mentre la specie oscilla
Tra sogno e incubo
Evoluzione ed estinzione
Assillata da voli senza pilota
Circondata dalla corona di resilienti api regine

traduzione di Pina Piccolo