Nemrut Dagi

Nemrut Dagi[1]

Per i 37 scrittori bruciati vivi in un incendio appiccato da integralist islamici durante un convegno il 3 luglio 1993, a Sivas, in Turchia

 

Volpe argentea

Che carpisci i raggi della luna,

Ladroneggiando per le colline dell’Asia Minore

Sopra di te, il monte Nemrut Dagi,

Tombe di re e satrapi Commageni

Sferzate dal vento

Morse dal tempo

Teste di dei

Crollate

Ai piedi

Di torsi troneggianti

Fissano con occhi di pietra

Gli atti indecifrabili

Dei viventi

Giù

Nella valle.

 

Nella fessura della bocca di un dio

Un ranuncolo si nutre

Del latte amaro della storia.

Sotto l’assembramento di dei

Dentro una casupola di lamiera,

Uomini scuri fanno bollire il chai

Sotto l’ombra del Re

Le donne curde stanno sveglie

Per infornare le pagnotte dell’ospitalità.

 

Volpe argentea

Complice del Sole

Che lo assisti e favoreggi

Nel rito quotidiano della dislocazione

Corri a Sivas, giù nella valle, a rubare il cuore oscuro

Di chi punisce con il fuoco

Lasciando testimonianze di cenere

Laddove prima il paradosso della penna

Secerneva una scia argentea di possibilità

 

Volpe argentea

Amica segreta

Dei fantasmi dei tempi che furono

Che insegui la luna

Sui colli d’Anatolia

I corpi è possibile incenerirli

Ma la voce perdura

Nella brezza

Antenata comune di tutte le voci

Sorella della parola

Portatrice dei suoni

Che le bocche non possono più formare

Consegnale tu al mondo le loro parole

Volpe argentea

Mentre corri

A scacciare la luna

E salutare il nuovo giorno

(1993)

[1] Situata nella parte sud-orientale della Turchia, il Monte Nemrut è anche un sito archeologico di grande rilevanza famoso per le sue grandi statue che risalgono al 62 a.C. Alte nove metri facevano parte di un luogo sacro e tomba del re Commagene Antioco I. Situato in cima al monte, il complesso monumentale comprende uno schieramento di dei e re di pietra le cui teste sono crollate e rimangono sparse per terra. Il sito viene visitato all’alba o al tramonto. Volpi dal manto argenteo sono state avvistate nelle vicinanze.

 

 

Nemrut Dagi[1]

For the 37 secular writers burned alive in Sivas, Tiurkey,

   on July 3, 1993 in a fire set by Muslim fundamentalists

 

Silver fox

Stealing the rays of the moon,

Thieving in the foothills of Asia Minor.

Above you, Nemrut Dagi

Grave of satraps and Commagene kings

Whipped by the wind,

Bitten by time.

Heads of gods

Fallen

At the feet

Of enthroned bodies,

Staring with stony eyes

At the undecipherable deeds

Of the living,

Down below,

In the valley.

 

In the crevice of a God’s mouth

A buttercup

Nurses the bitter milk of history.

Inside a tin shack,

Below the lineup of gods,

Dark men are boiling chai,

In the shadow of the King

Kurdish women are up

Baking the loaves of hospitality.

 

Silver fox,

Accomplice to the Sun,

Aiding and abetting

In the daily ritual of displacement

Won’t you run to Sivas and steal the dark heart

Of men who punish by fire

Turn the silvery trail of possibilities

Secreted by the pen

Into

A testimony of ashes

 

Silver fox

Secret friend to

Ghosts of times gone by,

Chasing the moon

On the plains of Anatolia…

 

Though the body may burn

The voice lingers on

The wind,

Grandmother of voices,

Sister to the word,

Carries the sounds

Mouths can no longer speak.

You deliver them to the world,

Silver fox

On your run

Chasing away the moon,

Greeting the new day.

(1993)

[1] Nemrut Dagi in south-eastern Turkey is a mountain and archaeological site notable for the vast statues dating to 62 BC. The 9 meter statues were part of worship site and tomb of the Commagene King Antiochus I. The monumental complex at the summit of the mountain includes a row of stone kings and gods whose heads have fallen to the ground and lay scattered about. The site is usually visited either at dawn or sunset. Silver colored foxes have been spotted in the vicinity.